Una, cento, mille Woopy

Una, cento, mille Woopy

21 luglio 2016

Woopy è una scultura. Una poltrona che sembra ricavata da un unico blocco di marmo. Le curve, che ne definiscono i bordi, partono dagli angoli dello schienale e con due esse asimmetriche finiscono per appoggiarsi a terra. Profili sexy che, ruotando, mostrano silhouette sempre diverse. Curve che si annullano nella vista frontale e si esaltano in quella laterale, splendide quando si accostano e si ripetono.

L’occhio esperto guarda la poltrona disegnata da Karim Rashid e immagina subito il gesto rapido della sua matita sulla carta, l’intuizione di quell’unico, semplice, complicatissimo segno.
Woopy è così bella da far tornare in mente le sculture di Henry Moore appoggiate sulla laguna davanti a San Giorgio Maggiore vent’anni fa.

Una, cento, mille Woopy! Non sentire la necessità di moltiplicare all’infinito le sue curve è quasi impossibile. Non è un caso che risulti perfetta inserita in allestimenti contract. In interni ed esterni di bar, ristoranti, e centri polifunzionali. Woopy è il segno capace di fare la differenza. Realizzata in polietilene stampato in rotazionale non teme le intemperie e all’occorrenza sa vestirsi in morbida pelle per trasformare gli interni più prestigiosi. Si colloca perfettamente in ogni ambiente dialogando con ogni tipo di arredo, una dote che condivide con la sua emanazione verticale, lo sgabello Woopy e con il tavolo Adam.

Una sola Woopy, isolata, è l’oggetto scultoreo che getta una luce diversa sull’ingresso, nella camera da letto, sul soggiorno, in una piscina domestica.
4 Woopy cambiano la percezione di qualsiasi  tavolo, nello studio, in sala da pranzo, in un piccolo bar.
10 Woopy si fanno ricordare anche nella sala d’attesa di un dentista.
100 Woopy cambiano il tono di un ristorante e di una grande  reception.
1000 Woopy colorano il giardino di una grande discoteca estiva e segnano come un marchio di stile le camere di un grande albergo.
Woopy cambia lo spazio intorno a sé.