MADDALENA CASADEI disegna FONDA, il nuovo tavolo di B-LINE morbido, minimal e dinamico.

MADDALENA CASADEI disegna FONDA, il nuovo tavolo di B-LINE morbido, minimal e dinamico.

25 luglio 2018

Tavolo che celebra il design sobrio e lineare, Fonda è caratterizzato da una geometria volumetrica essenziale.

Il top in MDF o laminato con profilo quadrato ad angoli stondati o curvilineo permette di sfruttare al massimo lo spazio a disposizione. Il ripiano in MDF si distingue per la particolare svasatura che si dilata verso l’alto. Sorretto da una robusta gamba centrale in metallo, poggia su un basamento circolare in cemento colorato in massa che conferisce all’insieme una forte valenza materica e un’elevata stabilità strutturale.

Adatto all’uso indoor e outdoor, si rivela particolarmente funzionale in ambienti contract e lascia spazio a sedie e sgabelli di diverse tipologie adattandosi ai più svariati contesti di arredo.

Disponibile in altezza 74 o 105 cm, può essere configurato a piacimento scegliendo base e top nei colori presenti a catalogo o declinandolo in tonalità personalizzate.

Presentato da B-LINE allo scorso Salone del Mobile è opera di Maddalena Casadei che, nelle prossime righe, risponde ad un’intervista in cui si racconta e descrive le dinamiche progettuali che hanno dato vita a Fonda.

Quali sono le “fonti di nutrimento” nel tuo lavoro di designer?
Credo che il processo di progettazione sia il risultato di una serie di percezioni, esperienze, relazioni elaborate poi attraverso la nostra sensibilità. Vita quotidiana, azioni, rituali, gesti, costume, dialoghi, cibo etc sono tutte fonti di ispirazione e di formazione personale.

La tua definizione di “bellezza”?
Non posso assolutizzare la bellezza ma mi rendo conto di definire bello ciò che mi dà serenità, quindi forse potrei parlare di armonia di elementi, che se analizzati nella loro singolarità possono essere anche disequilibrati e dissonanti ma che insieme arrivano ad una elegante pacatezza.

Qual è il confine tra arte e design?
Non  credo ad oggi si possa tracciare un confine ben definito tra i due ambiti. Sicuramente la funzione pratica legata al design è un elemento distintivo rispetto all’arte. In fondo però anche l’arte può avere una funzione sociale. Poco tempo fa ho visto una mostra di Franco Mazzucchelli, importante figura artistica milanese, le cui opere negli spazi pubblici mi sono parse più funzionali di tanti oggetti di design. Il design è in italiano progettazione, e per parlarne in maniera specifica dobbiamo sempre accostarla a qualcosa altro.

Quali sono gli aspetti più interessanti della collaborazione tra professionisti e impresa?
Trovo molto stimolante lavorare con l’impresa perché è un lavoro di complementarità, di scambi tecnici, culturali e umani. Perché l’impresa è una realtà fatta da persone che determinano il successo o meno di un prodotto tanto quanto il progettista.

Perché hai scelto FONDA come nome del tavolo per B-LINE?
Perché la parola Fonda è usata dal gergo velico (tra l’altro mia grande passione) per indicare quando una barca è ben ancorata al largo. E così, con la sua base in cemento, Fonda è un tavolo ben saldo al terreno.

Ci suggerisci un posto o un museo che tutti gli appassionati di design dovrebbero vedere almeno una volta nella vita?
Rimanendo a Milano sicuramente Fondazione Prada e la Pinacoteca di Brera.

Come definiresti B-LINE se avessi a disposizione soltanto due o tre aggettivi?
Professionali con una sana autoironia.